About

Biografia

Croce Taravella nasce nel 1964 a Polizzi Generosa (Palermo). La sua formazione avviene presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove frequenta il corso di Pittura sotto la guida del docente e artista Alfonso Leto. Tra il 1983 e il 1984 conosce a Napoli il celebre gallerista Lucio Amelio, che lo introduce nel panorama artistico e culturale della città. Tale esperienza gli consente di venire a contatto con l’opera di Beuys, Warhol, Cucchi, Paladino, Longobardi ma soprattutto Rauschenberg, la cui influenza artistica si rivela importante per gli esiti successivi del suo lavoro.
Dopo aver elaborato in modo singolare gli stilemi della Transavanguardia e del Neoespressionismo tedesco diffusi in quegli anni, Croce sviluppa un’iconografia personale immediatamente riconoscibile. La struttura dei suoi dipinti si caratterizza per una raffigurazione del soggetto non meramente metropolitana: la figura, infatti, seppur resa astrattamente mediante filamenti, macchie, tratti convulsi e grumi di pigmenti, si impone all’interno di un paesaggio frammentato ed intriso di memoria intima e collettiva, il cui collante è il gesto pittorico stesso. Si configura così uno stile distintivo, non scevro di una certa violenza espressiva, che lo porta ad esporre giovanissimo nelle gallerie di Palermo così come alla Galleria Neon di Bologna.
Nel 1986 fonda e dirige a Palermo il centro polivalente “II labirinto”, nell’ambito del quale promuove performance, mostre, installazioni di artisti di respiro nazionale ed europeo. Subito dopo si trasferisce a Roma dove, in qualità di scenografo, collabora in più occasioni con la RAI. Rientrato a Palermo, partecipa come organizzatore ed artista alle attività realizzate nel cuore del quartiere storico della Vucciria dall’Associazione Artecontemporanea, promuovendo mostre dedicate ad artisti della levatura di Kounellis e Beuys. Nella stessa sede, negli anni a seguire, inaugura un’altra realtà, Mondotondo, coinvolgendo giovani artisti in un progetto più vasto di riqualificazione del quartiere.
Negli anni ’90 il suo stile si sposta verso nuove direzioni: dalla pittura grumosa e disgregante al recupero della superficie e della leggibilità del soggetto. A sostenere l’immagine è ora il reticolato del disegno, un’intelaiatura costruttiva che rimane ben visibile come una struttura portante dove si dispone il colore. Paesaggi, vedute, architetture diventano i soggetti ideali da indagare, sia in Sicilia che altrove. Al contempo, l’artista sperimenta le possibilità offerte da nuovi tipi di supporto: da materiali respingenti il colore quali gomma, linoleum, carta catramata, lamiera, sino alla trasparenza delle lastre di plex. La manipolazione della materia, così come la necessità di creare nuovi procedimenti artistici, assume così un ruolo primario nella sua opera, includendo assemblaggi plastici e cromatici (di cemento, stracci e macerie) ed incoraggiandolo ad esplorare i mezzi forniti dalla scultura e dall’installazione.
Il corpus di opere derivanti dal suo modus operandi e contraddistinte da un’impronta più matura lo porta ad essere riconosciuto a livello nazionale ed internazionale. A partire dal 1993, infatti, l’artista espone nelle più importanti città italiane (Torino, Milano, Venezia) e ed europee come Bregenz (Austria) e Berlino (dove realizza a Tacheles cento sculture in cemento, ferro, legno, rottami intrisi di colore e impastati di stracci). Negli anni immediatamente successivi Croce Taravella decide di dipingere le città del mondo, e così seguono le mostre a partire dal 2002 a Melbourne, Sidney, Mosca, Amsterdam, Madrid, Parigi, Bruxelles, Barcellona, Vienna, oltre ad altre innumerevoli esposizioni personali e collettive in tutto il territorio italiano.
Nella sua produzione rientrano inoltre interventi ambientali ed installazioni permanenti a Malta (affreschi Villa Azzaro, 1992), Palermo (Crollori Vucciria, 2000), Berlino (Beton, Kunsthaus Tacheles, 2001), Cina (Guilin, presso lo Yuzi Paradise, 2006) e nell’entroterra siciliano, a Mazzarino, in provincia di Caltanissetta (Lago di Pietra, Azienda Agricola Floresta, 2000), Nicosia, in provincia di Enna (Furia Nebrodensis, Casa Mancuso, 2001) e a Bagheria in provincia di Palermo (II Grande Guerriero, al Museo Renato Guttuso di Villa Cattolica ed in Australia). Croce Taravella partecipa inoltre in qualità di artista alla 51ma Biennale Internazionale di Arte di Venezia e alla 10ma di Architettura.
I suoi ultimi lavori, Cronotipi, sono stati esposti nel 2018 all’interno della mostra realizzata dal Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia. Si tratta di opere in cui si assiste ad un mutamento ulteriore del suo fare artistico: il soggetto si moltiplica in una rappresentazione che ha del collage il carattere di mescolanza e coesistenza di elementi distinti tra loro. L’artista, infatti, ricostruisce e connette memoria intima e collettiva, paesaggi e architetture distanti tra loro, icone del passato e amici, così come graffiti, manifesti, oggetti sacri e di uso comune, in un flusso inesauribile di materiale passato e presente.
Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche (Fondazione Orestiadi, Gibellina; Museum, Bagheria) e in collezioni private. Attualmente vive e lavora tra il centro madonita di Castellana Sicula e Roma, entrambe città dove si trovano i suoi atelier.

Biography

Croce Taravella was born in 1964 in Polizzi Generosa (Palermo). His training took place at the Academy of Fine Arts in Palermo, where he attended the painting course under the guidance of the teacher and artist Alfonso Leto. Between 1983 and 1984 he met the famous art dealer Lucio Amelio in Naples, who introduced him to the artistic and cultural panorama of the city. This experience allows him to come into contact with the works of Beuys, Warhol, Cucchi, Paladino, Longobardi but above all Rauschenberg, whose artistic influence is important for the subsequent results of his work.
After having elaborated in a singular way the stylistic elements of the “Transavanguardia” and the “German Neo-expressionism” diffused in those years, Croce develops an immediately recognizable personal iconography. The structure of his paintings is characterized by a depiction of the subject which is not merely metropolitan: the figure, in fact, although rendered abstractly through filaments, stains, convulsive traits and lumps of pigments, imposes itself within a fragmented landscape imbued with intimate memory and collective, whose glue is the pictorial gesture itself. In this way a distinctive style takes shape, not devoid of a certain expressive violence, which leads him to exhibit very young in the Palermo galleries as well as at the Neon Gallery in Bologna.
In 1986 he founded and directed in Palermo the multipurpose center “II labyrinth”, in which he promotes performances, exhibitions, installations of national and European artists. Immediately after he moved to Rome where, as a set designer, he collaborates on several occasions with RAI. Returning to Palermo, he participated as an organizer and artist in the activities carried out in the heart of the historic Vucciria district by the Artecontemporanea Association, promoting exhibitions dedicated to artists of the stature of Kounellis and Beuys. In the same place, in the following years, Mondotondo inaugurates another reality, involving young artists in a wider project of redevelopment of the neighborhood.
In the 90s his style shifts to new directions: from lumpy and disintegrating painting to the recovery of the surface and the readability of the subject. The image is now supported by the grid of the design, a constructive framework that remains clearly visible as a supporting structure where the color is placed. Landscapes, views, architecture become the ideal subjects to be investigated, both in Sicily and elsewhere. At the same time, the artist experiments with the possibilities offered by new types of support: from materials that repel color such as rubber, linoleum, tar paper, sheet metal, up to the transparency of plex sheets. The manipulation of the material, as well as the need to create new artistic procedures, thus takes on a primary role in his work, including plastic and chromatic assemblies (of cement, rags and rubble) and encouraging him to explore the means provided by sculpture and installation.
The body of works deriving from its modus operandi and marked by a more mature imprint leads it to be recognized nationally and internationally. Since 1993, in fact, the artist has exhibited in the most important Italian cities (Turin, Milan, Venice) and European ones such as Bregenz (Austria) and Berlin (where he realizes in Tacheles a hundred sculptures in cement, iron, wood, scrap soaked in color and kneaded with rags). In the immediately following years, Croce Taravella decided to paint the cities of the world, and so followed the exhibitions from 2002 in Melbourne, Sydney, Moscow, Amsterdam, Madrid, Paris, Brussels, Barcelona, ​​Vienna, as well as countless other personal and collective exhibitions throughout the Italian territory.
Its production also includes environmental interventions and permanent installations in Malta (frescoes Villa Azzaro, 1992), Palermo (Crollori Vucciria, 2000), Berlin (Beton, Kunsthaus Tacheles, 2001), China (Guilin, at Yuzi Paradise, 2006) and in the Sicilian inland, in Mazzarino, in the province of Caltanissetta (Lago di Pietra, Azienda Agricola Floresta, 2000), Nicosia, in the province of Enna (Furia Nebrodensis, Casa Mancuso, 2001) and in Bagheria in the province of Palermo (II Grande Guerriero, at the Renato Guttuso Museum in Villa Cattolica and in Australia). Croce Taravella also participates as an artist in the 51st International Biennial of Art in Venice and in the 10th in Architecture.
His latest works, Cronotipi, were exhibited in 2018 within the exhibition created by Riso, the Museum of Contemporary Art of Sicily. These are works in which we witness a further change in his artistic activity: the subject is multiplied in a representation that has collage as a mixture and coexistence of distinct elements between them. In fact, the artist reconstructs and connects intimate and collective memory, distant landscapes and architecture, icons of the past and friends, as well as graffiti, posters, sacred objects and objects of common use, in an inexhaustible flow of past and present material.
His works can be found in public collections (Orestiadi Foundation, Gibellina; Museum, Bagheria) and in private collections. He currently lives and works between the Madonite center of Castellana Sicula and Rome, both cities where his ateliers are located.